UE delega a Stati decisione su cibo e mangimi ogm

Associazioni Biologico: indebolimento delle politiche su qualità alimentare e ambiente

24 aprile – Rinunciando a una posizione comune su mangimi e alimenti OGM, l’Europa rinuncia a una parte essenziale delle sue prerogative. Questo il commento delle associazioni del biologico (AIAB, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, Federbio) sulla proposta presentata ieri dalla Commissione Ue sulla revisione del processo di autorizzazione per i prodotti geneticamente modificati . Una proposta che rimette agli Stati membri la libertà di limitare o vietare l’importazione di alimenti e mangimi Ogm già approvati dall’EFSA (European Food Safety Authority).

 

Alla base di questo disegno, che per essere effettivo dovrà ora essere approvato da Consiglio e Parlamento Europeo, ci sono parecchi punti controversi: “A una maggior autonomia decisionale per gli Stati membri corrisponderà una minore autorità a livello comunitario sul tema dell’alimentazione e dell’ambiente”, affermano i responsabili delle associazioni bio. “Inoltre, se gli Stati saranno liberi di escludere alcuni prodotti Gm dalle importazioni, i motivi dell’esclusione dovranno essere solamente di natura socio-economica e ‘di pubblico interesse’. Per quanto riguarda le questioni di sicurezza alimentare o ambientale, infatti, varrà solo il parere dell’EFSA”.

Una decisione che vorrebbe rispettare le diverse posizioni dei paesi membri, costituire – almeno a parole – “un approccio flessibile” ma che rischia di essere un via libera per l’approvazione incondizionata di nuovi prodotti OGM di importazione. “Non abbiamo bisogno di altri alimenti o mangimi OGM – continuano AIAB, APAB e Federbio – dei circa 30 milioni di soia importati ogni anno in Europa, già circa il 90% è OGM. E oggi sono ben 17 i prodotti geneticamente modificati ad essere in attesa di approvazione”. Approvazione a cui si arriva solo con maggioranza qualificata, attraverso “una procedura attenta a garantire il via libera all’utilizzo di nuovi OGM solo a fronte di un grande consenso comunitario, che fino ad ora non è stato raggiunto. E oggi siamo di fronte al ‘via libera tutti’”.

 

 

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